Il volume intende approfondire e valorizzare la dimensione linguistica nell’opera di Pier Paolo Pasolini, nella speranza di restituire alla sua figura tutta la pienezza del suo intenso e viscerale rapporto con l’universo dei linguaggi. Nella prima parte si indagano i vari momenti della riflessione pasoliniana sui diversi codici espressivi, dal dialetto alla lingua del cinema, dal ‘linguaggio della realtà’ fino al neo-italiano tecnologico, cui fa da puntuale controcanto la personale sperimentazione linguistica dell’autore. Di qui prende avvio l’ampia indagine lessicale cui è dedicata la seconda parte del volume, e che intende mettere in luce il peculiare apporto dell’autore al vocabolario dell’italiano contemporaneo (ancora oggi riecheggiano infatti nella nostra lingua molte ‘parole-chiave’ dell’universo pasoliniano, da «nuovo Potere» a «Palazzo», da «omologazione» a «mutazione antropologica»), confermando così quell’inscindibile rapporto tra riflessione e creatività linguistica che dà vita all’inedito profilo di un Pasolini al tempo stesso ‘linguista’ e ‘onomaturgo’.
University of Florence, Italy
Titolo del libro
«Io vivo fra le cose e invento, come posso, il modo di nominarle»
Sottotitolo del libro
Pier Paolo Pasolini e la lingua della modernità
Autori
Maria Teresa Venturi
Opera sottoposta a peer review
Numero di pagine
338
Anno di pubblicazione
2020
Copyright
© 2020 Author(s)
Licenza d'uso
Licenza dei metadati
Editore
Firenze University Press
DOI
10.36253/978-88-5518-076-4
ISBN Print
978-88-5518-075-7
eISBN (pdf)
978-88-5518-076-4
eISBN (xml)
978-88-5518-077-1
Collana
Premio Tesi di Dottorato
ISSN della collana
2612-8039
e-ISSN della collana
2612-8020