Il mondo mediterraneo è stato inteso per secoli come ‘camera iperbarica’ in cui la produzione di immagini idilliache, da parte dei viaggiatori del Grand Tour, ha condotto negli abissi la sua reale vicenda architettonica, figlia di compromissioni dello spazio.
Il saggio presentato ha definito la costruzione di un (contro-)Atlante all’interno del quale le architetture hanno agito per traslazioni aggiornando, in funzione dello spazio, la nozione di geografia. Il testo indaga tale ‘sconfinamento’ attraverso il tema dell’abitare borghese, cercando un principio logico tra il Mediterraneo e le architetture di Palladio, Rossi e Märkli, unite da un sistema di distanze invisibili in grado di dimostrare la temporaneità delle ‘mappe’.
Se è vero quindi che la costruzione dello spazio modifica le carte geografiche è lecito chiedersi in questo senso dove il Mediterraneo finisca, domanda alla quale si è voluto trovare risposta per mezzo del progetto d’architettura e dei suoi fenomeni compositivi.
IUAV University of Venice, Italy - ORCID: 0000-0002-7647-6772
Titolo del libro
Camere Azzurre
Sottotitolo del libro
Costruzione di un’antologia mediterranea: da Palladio a Peter Märkli
Autori
Vincenzo Moschetti
Opera sottoposta a peer review
Numero di pagine
242
Anno di pubblicazione
2020
Copyright
© 2020 Author(s)
Licenza d'uso
Licenza dei metadati
Editore
Firenze University Press
DOI
10.36253/978-88-5518-064-1
ISBN Print
978-88-5518-063-4
eISBN (pdf)
978-88-5518-064-1
eISBN (xml)
978-88-5518-065-8
Collana
Premio Tesi di Dottorato
ISSN della collana
2612-8039
e-ISSN della collana
2612-8020