Alla periferia occidentale dell’Impero russo, tra Ottocento e Novecento, una regione di frontiera, piccola e apparentemente insignificante, sale alla ribalta delle cronache. Il nazionalismo russo se ne appropria e la dichiara «terra russa e ortodossa fin dagli albori della storia», la polacca Chełm diventa la russa Cholm. Ma non si tratta solo di una città da scalzare ai polacchi: nelle campagne vivono anche gli uniati, i contadini ruteni di fede greco-cattolica in comunione con Roma. Nei loro confronti si dispiega la politica nazionalistica degli zar, fatta di rare concessioni e sanguinose repressioni, mentre anche il nazionalismo polacco avanza le sue rivendicazioni. Tra i due contendenti si incunea il nazionalismo ucraino, pronto ad emancipare il ruteno da polacchi e russi per farne un cittadino moderno.
University of Warsaw, Poland - ORCID: 0000-0002-9147-4185
Titolo del libro
Nazionalismi di frontiera
Sottotitolo del libro
Russi, polacchi e ucraini a Cholm (1830-1918)
Autori
Matteo Piccin
Opera sottoposta a peer review
Numero di pagine
530
Anno di pubblicazione
2025
Copyright
© 2025 Author(s)
Licenza d'uso
Licenza dei metadati
Editore
Firenze University Press
DOI
10.36253/979-12-215-0800-0
ISBN Print
979-12-215-0799-7
eISBN (pdf)
979-12-215-0800-0
Collana
Strumenti per la didattica e la ricerca
ISSN della collana
2704-6249
e-ISSN della collana
2704-5870