La traduzione inedita della Götterlehre (1791) di K.Ph. Moritz presenta il processo mitopoietico degli antichi attraverso il racconto delle origini del numinoso e del suo articolarsi ekfrastico nelle grandi figurazioni mitiche del mondo greco-romano. Sullo sfondo del soggiorno in Italia (1786-1788) e della feconda amicizia di Moritz con Goethe, il saggio introduttivo illustra i presupposti teorici del peculiare itinerario estetico di un’opera di mitologia classica concepita come Dichtung e codificata da una originalissima e universale Sprache der Phantasie, linguaggio figurale emblematico che rinvia alla dimensione iconica del testo con il ricco repertorio di litografie su disegno di Carstens ispirate ad antichi cammei e gemme della Dactyliotheca lippertiana e della collezione Stosch.
University of Florence, Italy - ORCID: 0000-0003-4302-3248
Titolo del libro
La Götterlehre di Karl Philipp Moritz. Nell’officina del linguaggio mitopoietico degli antichi
Curatori
Sara Congregati
Opera sottoposta a peer review
Anno di pubblicazione
2020
Copyright
© 2020 Author(s)
Licenza d'uso
Licenza dei metadati
Editore
Firenze University Press
DOI
10.36253/978-88-5518-129-7
eISBN (pdf)
978-88-5518-129-7
eISBN (xml)
978-88-5518-130-3
Collana
Biblioteca di Studi di Filologia Moderna
e-ISSN della collana
2420-8361