Il saggio esplora lo statuto giuridico dei resti umani che presentano un interesse culturale. Attraverso l’analisi di alcuni casi – come quello del Museo di Antropologia Criminale ‘Cesare Lombroso’ di Torino – la categoria dei ‘beni culturali umani’ viene indagata sotto tre profili principali. Viene esaminata, in primo luogo, la ragione per cui, con la morte, i corpi umani si trasformano, dal punto di vista giuridico, in ‘cose’. Vengono analizzati, in secondo luogo, i limiti posti dalla natura ‘umana’ di queste cose alle possibili ‘risemantizzazioni’ di cui possono essere oggetto, come accade quando ci si chiede, ad esempio, come conciliare il sentimento di pietà verso i defunti con un’esposizione museale di resti usati in passato per teorizzare le presunte radici biologiche del comportamento criminale. Infine, il saggio approfondisce il tema delle restituzioni dei resti umani, soffermandosi sulle ipotesi in cui queste mirano a realizzare una funzione ‘riparatoria’.
University of Siena, Italy - ORCID: 0000-0002-2589-7008
Titolo del libro
Beni culturali umani
Sottotitolo del libro
Reificazioni, risignificazioni, restituzioni
Autori
Gianfranco Orlando
Opera sottoposta a peer review
Numero di pagine
138
Anno di pubblicazione
2024
Copyright
© 2024 Author(s)
Licenza d'uso
Licenza dei metadati
Editore
Firenze University Press, USiena Press
DOI
10.36253/979-12-215-0553-5
ISBN Print
979-12-215-0552-8
eISBN (pdf)
979-12-215-0553-5
eISBN (epub)
979-12-215-0554-2
Collana
Strumenti del Dipartimento di Giurisprudenza di Siena